Per comunicare il messaggio

Questo libro contiene una raccolta di omelie, meditazioni lettere e testimonianze pronunciate da P. Simone, nel periodo di malattia, nel corso degli ultimi sette mesi della sua vita ; tanto dal letto dell’ospedale, tanto dalla finestra della sua camera ; una volta dalla chiesa, un altra da altri luoghi che andava visitando in quel periodo. La maggior parte di queste testimonianze sono state scritte in dialetto libanese, perciò sono spontanee, attuali e sono l’espressione di un’esperienza meravigliosa che P. Simone aveva vissuto in quei sette mesi decisivi della sua vita insieme purgatoria e paradisiaca.

Quanto alla decisione di redigere queste meditazioni in arabo letterario prima di pubblicarle, essa è stata presa per due motivi:

Il primo è che P. Simone quando, all’inizio della malattia, gli è stato proposto di pubblicare queste omelie, egli disse che doveva rielaborarle affinché diventino pubblicabili, cioè le avrebbe redatte in arabo letterario, ne avrebbe perfezionato lo stile, e aggiunto alcune cose se avesse avute il tampo, poiché secondo lui, un testo scritto destinato a rimanere, dorebbe essere accurato e perfetto.

Il secondo motivo è che uno dei più importanti obbiettivi dell’Associazione “Darb Essamaa”, a cui è stata affidata la custodia del patrimonio di P. Simone, oltre a quello di continuare la sua missione, è quello di stampare le testimonianze del “curato” e di pubblicarle, affinché raggiungano il più gran numero possibile di persone non solo in Libano ma anche all’estero, poiché ci teniamo molto a “comunicare il messaggio” che è il nostro obbiettivo più caro e che egli aveva tracciato per la nostra Associazione e siccome miriamo proprio ad avere una materia scritta e documentata di tutte le sue testimonianze, è indispensabili adottare una lingua che tutti possano capire e che conservi il valore del messaggio dal punto di vista scientifico, culturale e religioso, oltre al fatto che uno degli obbiettivi di P. Simone era quello dell’apertura verso l’Oriente arabo in cui il cristiano lotta e soffre ancora, un apertura che parte dal Libano e si conforme con l’esortazione dell’ex Pontefice Giovanni Paolo II, in cui ci ha detto che “il Libano più che una patria, è un messaggio di libertà e modello di pluralismo, sia per l’Oriente che per l’Occidente.”.

La divina provvidenza non ha permesso a P. Simone di eseguire l’accuratezza o la documentazione, e tanto meno la supervisione di queste. Tuttavia, noi abbiamo fatto tutto il possibile affinché queste testimonianze, ispiranti e ispirate, non perdano né il loro valore spirituale, né quello letterario, sperando sempre di farle giungere ad ogni credente sia in Oriente che nel mondo, ma specialmente a tutti quelli che sono assetati di una Parola che illumini il cammino della loro fede e li liberi dalle catene di questo mondo. [ Abbiamo pure deciso, per utilità precisione, di allegare a questo libro una collezione di incisioni vocali, in lingua originale, di alcune omelie, meditazioni e lettere, con la voce stessa, calda e amabile, di P. Simone, sperando con ciò di aggiungere alla materia scritta, attendibilità e spiritualità, cordiali e auditive.].

P. Simone, durante la sua malattia, ha pronunciato tante altre omelie di cui, purtroppo, non ne abbiamo le registrazioni. Tra l’altro, citiamo in seguito parti di conversazioni o detti pronunciati in alcune occasioni;

a proposito della morte egli disse davanti a un gruppo di preghiera: “La morte è un passaggio, e colui che vi passa prima tira gli altri verso l’alto.”

In una conversazione a proposito della sua malattia disse: “ringrazio il Signore per le sue abbondanti grazie. Oggi ho avuto la certezza, senza dubbio alcuno, di avere già ottime carte in cielo e che il Signore è soddisfatto di me. Poiché durante le prime settimane che ho trascorso nel dolore, (nel periodo in cui si spostava ancora in modo normale e la malattia era ancora alla prima fase). Potevo essere vittima di un incidente qulunque in avrei potuto perdere la vita o comunque paralizzato. Ma ora ho la certezza che Dio mi ama. E questo lo so ancora meglio a causa del tempo che Dio ha fissato per me. Infatti,quando in Italia ho pregato nel santuario di Padre Pio, già prima, avevo presentato le dimissioni dalla parrocchia, ed ero molto esitante di restarci o meno. Ho pregato con tutto il mio cuore in modo mai fatto prima, forse in tutta la vita. Ho detto al Signore: “voglio un salto di qualità, voglio essere un santo sacerdote.” Quando, più tardi, ho avuto la risposta dal vescovo in cui mi diceva di avere accettato la mia richiesta, ho creduto che quella risposta era il salto di qualità. Ma la verità è che la risposta del Signore non era ancora arrivata. Oggiil Signore mi ha inviato la risposta. Questo è il salto di qualità.
Dal momento in cui ho letto il rapporto medicale sulla mia malattia, si è compiuto il passaggio. Infatti in quello stesso momentosono passato da uno stato ad un altro. Anzi ho cominciato a distinguere nella mia vita tra questo mio stato di oggie l’avvenimento che è la malattia. Comunque il passaggio si è compiuto. Oggi io sono un nuovo sacerdote e vivo un nuovo sacerdozio.”.

È gia noto a tutti che P. Simone aveva deciso di abbandonare la parrocchia per “riempirsi” di più di Gesù, secondo quanto aveva annunciato ai figli parrocchiani pochi giorna prima di sapere della sua malattia. Ed è forse importante ricordare che P. Simone non ha deciso di lasciare la parrocchia a causa della malattia, ed egli aveva accennato tante volte a questo punto durante la malattia. Comunque, il curato ha vissuto tuto il periodo del suo sacerdozio, che è durato per circa dodici anni, su un principio saldo e netto, dando sempre priorità, a questo Ministero, su ogni altra cosa. Ed ha cominciato, forse, per la prima volta, a parlare apertamente di questo “salto di qualità”, quando ha invitato la gioventù mondiale, nel 2000, in un intervista, incisa in Italia,in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, a non avere paura di chiedere, al Signore, di fare un salto di qualità nella loro vita. E la malattia con cui egli ha passato da uno stato ad un altro, era, secondo quanto ha detto, una risposta a quello che aveva chiesto, con insistenza e convinzione. E ciò che dimostra di più la sua saldezzanella richiesta, e il fatto di vivere, fino in fondo, il proprio Sacerdozio, sarebbero quelle parole che ha pronunciato al momento in cui egli ha comunicato ai suoi parrocchiani quella sua decisione. Quel giorno egli disse: “L’azione pastorale, già, non mi lasci più molto tempo per la preghierae per vivere accanto a Colui che ho lasciato il mondo per Lui. Sono consapevole di essere alla guida di una parrocchia per cui, molti dei miei confratelli sacerdoti, mi invidiano. Ma questo non mi basta più. Oggi io sto davanti al Signore e Gli dico: Ecco le mie mani piene di ciò che ho fatto lungo dodici anni di sacerdozio. Ti metto tutto davanti e torno da Te.”.

A proposito della sofferenza, P. Simone ha parlato molto, ed ogni volta ripeteva che lui non ha chiesto di soffrire, ma che lui accetta la sofferenza offrendola al Signore con la sua lotta a favore di tutti coloro che soffrono. E replicava che lui ora capisce meglio la situazione di sta. Rafca che offriva le sue sofferenze per gli altri.

Una volta, quando un ospite, vedendo P. Simone infastidito gli ha chiesto se sintiva male, egli ha risposto di sì. Allora gli disse: “perché non ti lamenti?” non senti il bisogno di adirarti per un istante? Egli rispose: “che Dio ci salvi!... Il massimo che ripeto: “grazie Signore”. Ma qualche volta mi distraggo un po’, perché penso all’ultimo nome che ho scritto sul quaderno.”

Il “quaderno”, è quello su cui P. Simone scriveva i nomi delle persone che avevano problemi di salute, di famiglia o altro ed avevano bisogno di preghiera, o quelli che gli hanno chiesto di pregare per loro. Perciò, ogni volta che si sentiva male, li ricordava e li offriva al Signore, affinché Egli allegerisca i loro dolori, riscattandoli con i suoi dolori.

In fine, offriamo quest’opera a nome del Signoree ripetiamo con P. Simone che “ in tutti i casi, la fine sarà per la gloria di Dio”, e mettiamo queste preziose Omelie e Testimonianze tra le mani dei lettori desiderosi di accompagnare P. Simone e fare il viaggio di santità con l’Associazione “Darb Assama”. Non è questa, forse, la vocazione di ogni cristiano?”.


Associazione
“Darb Essama”