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L’otto
giugno 2001, Padre Simone è tornato a Roma, con
un gruppo di parrocchiani di San-Marone, in occasione
della canonizzazione della monaca libanese Rafqa El-Rayyess.
Il 12 giugno 2001, due giorni dopo la canonizzazione
di Santa Rafqa, si è recato nel santuario del
beato Padre Pio di Pietrelcina, a San Giovanni Rotondo
(Foggia, Italia del sud) per raccogliersi in preghiera
sulla sua tomba e chiedere la sua intercessione affinche’
il Signore lo aiuti a conservare il suo sacerdozio sano
e santo. In effetti, dopo sette anni di lavoro parrocchiale
tanto faticoso quanto fruttuoso, Padre Simone sentiva
il bisogno di un cambiamento radicale, desideroso ardentemente
di effettuare quello che chiamera’, in un modo
molto significativo, un <<salto di qualita’>>
nel suo itinerario sacerdotale: Temeva, infatti, che
la routine e l’appiattimento potessero <<
impoverire>> l’intensità del rapporto
con il Signore.
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| Per
questo, chiese al suo vescovo il permesso di abbandonare,
per un periodo di tempo, i suoi incarichi parrocchiali,
al fine di concentrare tutte le sue energie nella meditazione
e nella preghiera, ripercorrendo la sua vita spirituale,
nonché di riprendere gli studi universitari per
completare il suo dottorato. La richiesta fu accordata.
Il 20 agosto 2001, in maniera ( si dice gezza?) di ricollezzione
( non capisco cosa vuoi dire, mi scrivi meglio il senso?
)personale, partì da Roma in pellegrinaggio da
Roma, in compagnia di un gruppo di handicappati italiani,
alla volta di Lourdes. Li’, durante l’assistenza
ad un handicapato fisico, avvertì un dolore acuto
alla schiena che attribui’ ad un falso movimento.
L’otto settembre 2001, parti’ nuovamente,
sempre da Roma, in pellegrinaggio alla Madonna di Medjugorje
(Bosnia). Il <<mal di schiena>> persisteva,
ma questo non gli impedi’ di continuare intensamente
le sue meditazioni e le sue preghiere e di preparare
le conferenze per l’animazione delle giornate
di raccoglimento dei preti della diocesi maronita di
Byblos (Jbeil), che si sarebbero tenute dal 17 al 19
settembre 2001,All’indomani del suo ritorno nel
Libano, poiché i dolori persistevano ed il suo
stato di salute si aggravava, accolse finalmente i consigli
dei suoi amici e si sottopose ad esami medici, che evidenziarono
un tumore alle ossa (sullo stato di salute attuale di
Padre Simone, esamina la sua cartella sanitaria).
Padre
Simone e’ stato ricoverato nell’ospedale
St-Luigi a Jounieh il 10 ottobre 2001. E’ cominciata
così per lui la quarta tappa di vita, una tappa
cosi’ ricca in maturita’ spirituale, cosi’
intensa in conversione personale, che desidera viverla
nel piu’ profondo del suo essere e che vuole testimoniare
agli altri, ai suoi parrocchiani, alla sua famiglia
scout ed a tutti quelli che lo circondano, in maniera
profonda ed intensa. Chiede sistematicamente ai suoi
parrocchiani ed amici, preti e laici, scout e guide,
giovani ed anziani, colpiti dalla notizia ed accorsi
a proporre la loro assistenza, di vivere con lui questo
evento come un segno della provvidenza divina, come
un richiamo alla conversione delle anime e delle coscienze
e di dimenticare quello che lapidariamente definisce
l’<<incidente>>, propriamente detto
della sua malattia. Comunque, per la sua guarigione,
si sono costituite catene di preghiera. Sono gruppi
di fedeli di ogni paese che pregano ininterrottamente
giorno e notte. Inoltre, in modo regolare, sono celebrate
messe un po’ ovunque per implorare la sua guarigione.
Si sono anche costituiti circoli di preghiera e di riflessione,
che, animati dalla fede di Padre Simone, che li accompagna
dal suo letto d’ospedale, mostrano un’espressa
volonta’ di imprimere alla vita dei loro membri
un << salto di qualita’>> spirituale,
al fine di raggiungere una fede evangelica altamente
impegnativa. La Famiglia scout degli Apostoli ha redatto
una preghiera per implorare la guarigione di Padre Simone,
suo grande fratello, suo capo e suo cappellano, per
intercessione di Padre Chalhoub, fondatore della famiglia
scout e modello di santa vita, profondamente venerato
dal Padre Simone. Altri gruppi e parrocchie hanno iniziato
dei pellegrinaggi di conversione. Si direbbe che le
persone vogliano bruciare le tappe sulla strada che
conduce alle beatitudine.
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